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Il potere dei sensi

Alle 10:30 di mattina il mio stomaco brontola. Per dir la verità sarebbe più appropriato dire “tuona”. Certo, son già passate quattro ore dalla prima colazione… ma tanto brontolerebbe ugualmente , che ci posso fare, ho sempre fame! 🙂 Insomma decido che ci starebbe bene una tisana ai frutti di bosco; accompagnata naturalmente da qualcosa di un po’ più sostanzioso. Ecco, è l’occasione giusta per controllare la conservazione delle confetture. Prendo dallo scaffale “Pesche Ubriache”.Preparo in maniera spartana la tavola, giro il tappo sul vasetto e basta il sonoro “snap” del sottovuoto a far capire al mio stomaco che sta arrivando il ristoro, così lui mi ripaga con un’ ulteriore capriola simile omai più ad un crampo. Ammonticchio (spalmare è da pivelli) una generosa dose di confettura, avendo cura di mettere anche un paio di pezzettoni, su una fetta biscottata croccante; non appoggio nemmeno sul tovagliolo e sferro il primo morso…BAM!Una esplosione nella testa. Un filmato scorre sotto le palpebre chiuse nell’intenzione di trattenere il ricordo che mi sta pervadendo: io bambina sulle ginocchia del mi’ babbo che elemosino un tocchetto di pesca marinata nel vino. La sensazione di quel dolce frutto, l’implicito messaggio “sei abbastanza grande per poter assaggiare una cosa da adulti”, la leggera ebrezza già solo dall’odore del poco alcol.Tutto in pochi secondi.Ho dovuto cercare le foto di quell’anno, ho dovuto pasturare la mia anima con i ricordi lieti di quel periodo, quando l’infanzia era fatta di sogni e speranze ed il pericolo più grande era prendere un brutto voto a scuola. Le gite sulla neve, i pic-nic primaverili, i papaveri raccolti al campo di volo, l’estate in campeggio, il sole sulla pelle salata e la sabbia nel costume, i genitori onnipotenti e la certezza di essere amata e protetta.Era un tempo diverso: era un passato semplice e non un futuro complesso; un tempo in cui i giorni erano affermazioni e non continui interrogativi.Allora bastava poco, bastava un pezzetto di pesca “ubriaca”.Io voglio ritrovare parte di quel tempo nella quotidianità di questo circo a tre piste che chiamiamo presente.Siamo fatti di carne e sentimenti e dovremmo cibare entrambi come si deve. Io stamani mi son presa cura di me. A volte basta anche poco.